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#Futurovirale #8 Francesca Folda INNAMORARSI DEL FUTURO

Francesca Folda, ospite dell'ottava puntata

FRANCESCA FOLDA, per 20 anni giornalista dall’Ansa a Panorama, ha diretto i siti Sky e il mensile Focus. Nel corso di un anno sabbatico, nel 2014, ha girato il mondo, prima di fermarsi a studiare Social Innovation Management a Nairobi, in Kenya, dove ha vissuto due anni. Oggi si occupa di innovazione sociale ed è Direttore Global Communications di The Amani Institute, una scuola di formazione superiore con sedi in Kenya, India e Brasile rivolta a professionisti e organizzazioni di tutto il mondo che vogliono creare impatto sociale.

clicca sul video per vedere l'ottva puntata di #FUTUROVIRALE

in cui Valerio Betti (COB) e Riccardo Crosara (CO Gruppo) intervistano Francesca Foldai!

E, di seguito, una sintesi di quello che ci siamo detti :)

Meno perfezione = più idee

Per innamorarsi del Futuro, da dove cominciare? Innanzitutto, domandosi cosa ci farebbe stare meglio secondo una logica "Human and Planet centerd design"

Dopo anni a viaggiare nei cosiddetti "paesi meno sviluppati", Francesca può raccontarci che il in città come Nairobi, San Paolo, Bangalore, il cambiamento lo percepisci giorno per giorno, sembra di vivere in timelapse. C'è una popolazione molto giovane che "non ha niente da perdere": questo ha permesso di prendersi delle responsabilità, senza aspettare che qualcuno faccia le cose. Paesi dove problemi reali rendono possibili soluzioni semplici e utili.

Il problema della mentalità imprenditoriale giovane, ad oggi, è che "se la lancio la devo lanciare alla grande". Prima ne parli tantissimo, fai centinaia di presentazioni per il funding, e quando la lanci... per forza trovi qualcosa che non va. Questo rincorrere la perfezione rende tutto non solo lento, ma anche faticoso da vivere come protagonista imprenditore. Invece in Paesi con molte meno possibilità, chiunque ha un'idea la lancia e prova a realizzarla, sperimentando un sacco di prototipi, da cui si impara tantissimo.

Si è costantemente in modalità prototipo, e via via che si va a bussare alle porte non si chiede "mi aiuti a farlo?" ma "mi aiuti a farlo ancora meglio?". In questo modo si racconta anche con molto più orgoglio il fallimento, perché ciò che hai sbagliato ti sta già insegnando a far meglio. In Italia si tende comunque a nascondere l'imperfezione.

Meno perfezione = più idee, e più progetti realizzati davvero.

Sicuramente in Paesi meno sviluppati c'è anche meno rete e meno struttura: la rete, che ha tantissimi vantaggi, è però anche una gabbia. E fuori dalla gabbia ... voli.

Costruire invece che obiettare: un inno a un Futuro che ci faccia venir voglia di rimboccarci le maniche

Alla fine degli anni '90, il sindaco di Tirana, città all'epoca devastata politicamente e socialmente, ebbe un'idea: dipingere le facciate dei palazzi del centro con colori vivaci, per riportare il senso di bellezza negli animi degli abitanti della città, e aiutarli a ritrovare un senso di appartenenza.

Seguendo questo esempio, per innamorarsi del Futuro è importante immaginarlo colmo di questa bellezza, perché è anche così che ci viene voglia di darci da fare.

Di obiezioni e muri ne incontreremo tantissimi: il vero lavoro degli innovatori, in fondo, inizia sempre davanti a un "no".

Sostituire i "si, e ..." ai "no, ma ..."

Quando ci viene sottoposta un'idea, la nostra testa si setta automaticamente sul trovare tutti i possibili ostacoli alla sua realizzazione. Ci sono molti modi per smontare queste convinzioni, però dobbiamo allenarci un po', imparando a costruire sull'idea dell'altro, invece che a trovare delle obiezioni.

Tre parole per il Futuro: CORAGGIO, SOLIDARIETÀ, FUTURO.

Approfondimenti

- Articolo di Francesca Folda, Un'idea di Futuro di cui ci si possa innamorare

- La storia di Edi Rama, il sindaco di Tirana che ha fatto dipingere le facciate dei palazzi

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